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30 dicembre 2015

Il 25 dicembre

Buon Natale dalla Band
Ogni Natale è diverso dai precedenti; ogni volta un qualcosa di diverso si nasconde sotto l'albero...
A volte la novità si nasconde dentro ad un regalo, fasciato ed infiocchettato, ricevuto da una persona che ti ha pensato anche solo per un istante...
A volte invece è nascosta dietro ad uno squillo, magari che interrompe la tua frenesia festiva, che quasi saresti tentato di non rispondere... Oppure in un messaggio di auguri ricevuto su whatsapp, quello che quando leggi dici essere banale e già letto, ma che in realtà nasconde una volontà di esserti vicino almeno con un pensiero, seppur scontato...
A volte invece rimani sorpreso dalle luminarie...
Quelle luminarie che illuminano le strade di tutto il mondo indipendentemente dalle loro latitudini (certo al Polo Nord non mi aspetto che ci siano, ma sarebbe carino immaginarlo!) e che trasportano per strada un po' del clima natalizio che si respira in quasi ogni casa...
E' evidente che il Natale non raggiunge proprio tutte le case; almeno ci prova a bussare a tutte le porte sin dal 24 sera e spetta ai proprietari decidere se farlo entrare o meno. Non sempre l'aria di festa è gradita perché ci sono circostanze in cui anche una canzoncina può risultare fuori luogo perché riporta alla mente situazioni complicate, non positive... Ma tranquilli che non voglio parlare di questo ma del tentativo di portare l'aria di festa anche lì dove si pensa se ne respiri poca.
E' venerdì sera, "Uno come tanti!" - dice chi è abituato ad andare a fare animazione in reparto ogni venerdì e non si stupisce nemmeno troppo delle grandi adesioni (è innegabile che il venerdì sia un giorno in cui i volontari sono molto presenti), ma non saprei dire se fossero proprio questi i numeri che si attendevano!
Sarà stato che quel venerdì non era uno qualsiasi, ma proprio il 25 Dicembre! Si il giorno che è stato ideato e pensato proprio per festeggiare tutti i bambini e quando dico tutti mi riferisco proprio a tutti!!!
Sono stati ben 30 i volontari vestiti in tema natalizio che sono entrati in ospedale per distribuire sorrisi, momenti di svago e gli immancabili regali natalizi a tutti i bambini presenti. Volontari arrivati da ogni giorno che hanno deciso di raddoppiare la loro presenza settimanale pur di essere presenti in quel giorno speciale...
E non dimentichiamo anche che al mattino altri volontari hanno tenuto aperta la tana dell'orso per coccolare anche coloro che ormai bambini non lo sono più da tempo, che hanno indossato gli abiti da genitori e che sognano di esaudire ogni desiderio dei proprio figli.
Voi che leggerete questo breve racconto probabilmente non capirete il motivo per cui è stato pubblicato: vi sembrerà ovvio, ma per me che scrivo no.
Non ho mai visto un affluenza così grande organizzata spontaneamente dai volontari se non per occasioni in cui c'era da festeggiare qualcosa di noi. La tana di suo aveva iniziato prima a tenere aperto anche durante le festività e chi andava in reparto cercava di non dimenticarsi di fare la sua normale attività di animazione... Ma mai ho visto un gruppo così presente proprio il giorno di Natale.
Questa è stata la più grande novità del Natale 2015!
E' con questo messaggio che vi auguro:
BUONE FESTE!
Gigio

8 marzo 2015

Il carnevale ad Arquata

la ciurma di Peter Pan al completo
Le righe che seguono vogliono essere una spiegazione di quello che in band chiamiamo evento esterno perché spesso non è chiarissimo. In particolare sarà la descrizione di un Carnevale alquanto particolare. Destinazione: Arquata Scrivia.
La giornata ha inizio molto presto e questo non rappresenta sempre un bell'inizio ma si sa che con un po' di caffè e una buona compagnia si può fare questo sforzo! Appuntamento alle 9.30 dalla casetta in via Tabarca, Genova Sturla, per recuperare gli oggetti da portare con noi: il banchetto della band recuperato, palloncini recuperati, truccabimbi preso, gli abiti necessari per travestirci pure! Ci mancano solo i premi per i vincitori e ci siamo. Raggiunto il box e scelti i giochi che più si adattavano alla premiazione ci si dirige ad Arquata!
La partenza da Genova è per le 10.30 e l'arrivo ad Arquata è previsto per le 11.30. La piazzetta che nel pomeriggio si animerà è ancora vuota e si intravvede un grande palco e lo stand gastronomico ancora però chiuso. Ci armiamo di pazienza e tanta fantasia e tiriamo su il banchetto plastificato che costituisce la nostra "base operativa". Lo adorniamo con palloncini di ogni colore e forma e iniziamo a modellare i primi palloncini che fungeranno da scorta per il pomeriggio. Poi prepariamo la postazione del truccabimbi e in un attimo è l'ora di pranzo...
E' questo secondo me il momento migliore perché tra un bicchierino di vino e la pasta al ragù (ho azzardato a fare il bis e con grandissima fatica sono riuscito a terminarlo) ci si conosce un po' meglio, si scambiano opinioni e soprattutto tante risate di gusto di quelle che non guastano mai!
Sono quasi le 2 ed è ora di prepararsi: il Carnevale ha come tema i grandi libri e noi abbiamo deciso di portare quello che forse ci rappresenta meglio: Peter Pan! Colorati e sorridenti ci mischiamo tra la gente a consegnare palloncini, a giocare con i bambini e a truccare qualche viso con farfalle, fiori! Verso le 4 del pomeriggio arriva il momento della premiazione e i carri carnevaleschi che prima avevano sfilato per la città si sottopongono all'insindacabile giudizio della giuria.
In ben che non si dica un gruppetto sorridente di orsi ballerini si schiera davanti alla giuria ad intrattenere i piccini con sfrenate danze ingannando l'attesa! Con la premiazione la giornata è arrivata al termine ed è il momento di raccogliere le nostre cose, fare la conta delle donazioni e struccarci.
Quando pensavamo di essere arrivati alla fine della giornata ha inizio una nuova sfida: il karaoke fra macchine! Proprio divertente sentire gli altri orsi intonare (nel mi caso stonare!) le canzoni in macchina e condividerle su whatsapp! E' stata la giusta chiusura di una bellissima giornata.
Una volta arrivato a casa, evidentemente stanco, ero felicissimo di esserci stato perché ho conosciuto meglio i nuovi ingressi (quelli che ogni tanto mi viene da chiamare orsetti), ho potuto ammirare la loro carica positiva che spero non perdano mai!
Inoltre si sono divertiti così tanto che è stato uno spettacolo solo starli a vedere!
Non mi resta altro che dirvi:- "Bravi! Continuate così! Alla prossima!"

Gigio

1 marzo 2015

Finalmente ho ritrovato la mia Band

Piccoli orsi crescono
Sono passati ormai quasi quattro anni da quando ho messo piede in aula magna, al Gaslini. Sembra trascorso un secolo, una quantità infinita di tempo sospeso, fuori dalla vita comune, che pur sembrando moltissimo è stato vissuto in un soffio.
Il mio tempo trascorso in Band è stato sempre vissuto con un'intensità e una passione che raramente si trova in ciò che facciamo quotidianamente; è tempo differente, speciale, unico e mai scontato.
Quest'anno ho deciso di ritrovare la Band di cui mi sono innamorata quattro anni fa seguendo nuovamente il corso di formazione base dei nuovi aspiranti volontari: mesi intensi di lezioni, firme, appelli, gestione, organizzazione, sorrisi, commozione e ancora sorrisi.
Sapevo che sarebbe accaduto qualcosa, sapevo che i nuovi orsi mi avrebbero donato ciò che da tempo non ritrovavo in me e in Band.
Loro non lo sanno ancora, ma mi hanno fatto un regalo speciale, anzi, più di uno: hanno risvegliato in me la motivazione della partenza, quella che ti porta ad iniziare con slancio ed emozione una nuova avventura; hanno spazzato via le incomprensioni, le discussioni e i non detti portandomi una ventata di aria fresca, una brezza leggera ad accarezzarmi il viso; mi hanno fatta ridere, giocare, emozionare; mi hanno commossa, con la loro voglia di mettersi in gioco, con la purezza di chi ha la convinzione di star facendo la cosa giusta.
Grazie a loro, ho ritrovato quella Band che mi ha fatto innamorare quattro anni fa.
Grazie a loro, sono di nuovo al posto giusto e nel momento giusto.
Quindi grazie a voi, nuovi futuri volontari, per il vostro entusiasmo, la vostra semplicità e la vostra capacità di esprimermi "ci voglio essere anch'io!".
Siete speciali e spero con tutto il cuore che la Band non vi deluda mai, che in essa riusciate sempre a trovare la vostra dimensione, il vostro modo di uscire dalla realtà e di far parte di questo grande e immenso sogno. 
Vi auguro di portare con voi la voglia di fare che state esibendo con orgoglio in questi ultimi giorni di corso, di portare con voi il ricordo di un sorriso, di un gesto, di una parola.
Prendete tutto come l'inizio di una bella storia d'amore, che richiederà impegno, costanza ma anche tanta leggerezza e allegria.
Grazie ragazzi, grazie perché con voi la mia Band è di nuovo parte di me.

Elisa P.

15 febbraio 2015

Buona navigazione!

Sta per terminare il corso di formazione per aspiranti volontari della Band degli Orsi ed eccomi qui a tirare le somme di questa avventura che ogni anno si ripete, non posso negare che ancora una volta mi ha dato tanto: l'entusiasmo contagioso di chi si affaccia a questa nuova esperienza senza pregiudizi con la fame di chi non vede l'ora di assaporare il piatto. 
Sento emozioni che si mescolano nell'aria: curiosità paura, smania di fare, di dare, di essere Band. Il sogno di una maglietta colorata è lì all'orizzonte: un traguardo ormai così vicino quasi a sfiorarlo. 
Ripenso a quegli occhi che ti guardano attenti, alle orecchie rizzate ad ascoltare il racconto della Band e sento su di me la responsabilitá: mi sento come il cassetto custode del sogno. 

A voi orsetti vorrei consegnare una Band da vivere ma anche e nutrire e coltivare: sogno con voi una Band migliore in crescita e non solo numerica, sogno il vostro entusiasmo contagioso che ricarica grandi Orsi; mi auguro che il rispetto, l'ascolto e la condivisione che avete assaporato in questi mesi possa donare a chi già vive quest'esperienza da anni nuovi stimoli e un momento per riflettere sul punto in cui siamo e dove vogliamo andare ...a volte è così facile perdere la rotta o farsi trasportare dalla corrente. 

Vi abbiamo dato nozioni sulla navigazione, assieme abbiamo costruito barca e remi per navigare in questo mare, troverete accanto a voi compagni di viaggio nuovi che vi aiuteranno con la loro esperienza ma la rotta del vostro viaggio, quella, sarete voi a tracciarla.

"Fate che il vostro spirito avventuroso vi porti sempre ad andare avanti per scoprire il mondo che vi circonda con le sue stranezze e le sue meraviglie. Scoprirlo significherà, per voi, amarlo."
[Kahlil Gibran]

Vera

11 febbraio 2015

Tana degli orsetti

Orsi in giro per cercare fondi
E adesso sono qui nel buio della mia stanza che ascolto la musica che mi piace, quella che mi ricorda tutto ciò di buono che mi circonda! Non sono triste o stanco ma semplicemente ho bisogno di un momento in cui il sogno si trasforma in realtà e proprio per questo deve essere ricordato!
Mi sto riferendo all'inaugurazione della tana degli orsetti!
Mi sarebbe piaciuto essere presente ma le circostanze non me lo hanno permesso!
Non importa però che ci fossi per capire quanto grande fosse questo traguardo, ma mi basta leggere i commenti entusiasti degli orsi per capire che mi sono perso qualcosa di importante... Molto importante! Non bastano le parole o le immagini.per descrivere ciò che si prova, per ricompensare tutte le energie spese dagli orsi per ottenere i fondi necessari.
Non so bene come si sia svolta l'inaugurazione anche se qualche indizio ce l'ho (gli orsi hanno postato su facebook delle frasi, degli spezzoni di articoli, delle foto, ecc...).
Adesso proverò a fare un esercizio di immaginazione provando a descrivere come sia andata la festa!
Sono le 17 circa, i preparativi fremono e l'agitazione si sente. Tutto deve essere pronto fra un'ora e nulla deve andare storto! E' da tanto che aspettiamo questo e proprio ora che ci siamo tutto deve andare nel verso giusto! Gli orsi si radunano in tana, si salutano e sorridono senza accorgersi che il tempo scorre inesorabilmente!
Sono ormai le 18 e tutto è pronto: un breve discorso del presidente per ringraziare tutti della presenza e tutti a guardare quel nastro rosso che blocca l'ingresso, fino a quando il presidente non effettua il tanto atteso taglio... Nel momento in cui le due estremità si adagiano a terra, tutti i presenti trattengono a stento il loro entusiasmo chi immaginando solamente cosa potrà divenire quello spazio, chi cancellando le fatiche fatte in giro qua e là per presenziare agli eventi esterni per raccogliere i fondi, chi ricordando quante carte abbia dovuto firmare e quante riunioni abbia dovuto sostenere prima di arrivare là dove si trova adesso!
Non importa perché tutto è ormai finito e passato... Non bisogna rubare spazio all'entusiasmo e alla gioia, non è questo il momento! Ora non resta che guardarsi in faccia, stringersi le mani, farsi i complimenti ed apprezzare quello che si ha davanti: la realizzazione di un altro sogno!
Purtroppo la mia descrizione sarà molto sommaria e probabilmente un po' diversa dalla reale ma sono certo che le emozioni che ho scritto sono quelle che albergavano in ogni orso presente! Per tutti è un sogno che si realizza!
Non mi resta altro che gioire e ad accodarmi a tutto l'entusiasmo descritto.

Volevo dedicare una frase a tutti coloro che hanno creduto in questo progetto:
I sogni si avverano:
se non esistesse questa possibilità
la natura non ci spingerebbe a sognare.
John Updike
Gigio

25 gennaio 2015

Il gioco della fiducia

Un giorno anche loro voleranno in alto
E' passata ormai una settimana da quando mi sono messo in gioco con i nuovi aspiranti volontari: sentivo proprio la necessità di respirare un po' del loro travolgente entusiasmo come se le mie pile fossero scariche. "Le poche ore di sonno mi saranno di ostacolo durante la giornata", pensavo, ma invece non è stato così... I caffè hanno sicuramente aiutato, ma il più è stato fatto dalla ventina di persone che sono state con me tutto il giorno mentre i due professionisti ci illustravano gli esercizi di improvvisazione teatrale.
E' sempre difficile capire come una ventina di persone possa interagire insieme senza darsi addosso e senza rubarsi gli spazi, ma devo dire che con i giusti accorgimenti questo accade. Una risposta me la sono data: è la fiducia il miglior collante per le persone, la base su cui andare a costruire tutto. Io sono andato alla lezione sapendo che lì avrei trovato e creato la fiducia sottoforma di gioco ed è stato proprio così.
La mia fiducia in primis è stata risposta nell'insegnante, è lei che è riuscita a raccoglierla e indirizzarla nel giusto modo: ha fatto in modo che tutti recepissero prima il mio nome, poi la mia vitaità (nella mattina in realtà era un po' alterata dai 2 caffè presi, ma fa lo stesso!!) ed infine la mia personalità. Non so che persona vi stiate immaginando... Forse un monaco buddhista o chissà quale maestro yoga o psicologo plurilaureato ed invece si tratta di un'attrice ed insegnante di improvvisazione teatrale. "Strano!!!" starete pensando, ma vi assicuro che attraverso i giochi questo può accadere.
L'improvvisazione è il giusto modo per interagire perché richiede un grande sforzo da parte di tutti: è necessario entrare in sintonia, capire gli spazi, ascoltarequello che dice il tuo interlocutore e attaccarti a lui creando nuove dinamiche e situazioni sempre diverse. Quale strumento migliore per allenare la fiducia nel gruppo?
Il gioco sulla fiducia è difficile da fare soprattutto tra sconosciuti: è sempre particolare decidere di chiudere gli occhi e lasciare totalmente il controllo agli altri, fidarsi così tanto farsi portare in giro per una stanza insieme ad altre persone solo ed esclusivamente usando la voce. Ma cosa c'è di meglio che fidarsi di un futuro orso come te?

Gigio

8 giugno 2014

Nuova aria

INAUGURAZIONE DEL SECONDO APPARTAMENTO
La squadra vincente
Questa volta mi rivolgo solamente ai compagni di avventura divertenti e di cuore che ho incontrato in questi anni. Mi rivolgo agli orsi che fanno parte della band indipendentemente dalla loro "anzianità". Il mio modo di pormi è sempre silenzioso, pacato e decisamente riflessivo. Non parlo quasi mai, sono molto contenuto.
Non voglio nascondere che tante volte durante l'ultima assemblea mi sono sentito molto in difficoltà: difficoltà ad ascoltare, difficoltà ad esprimermi, difficoltà a capire cosa stesse succedendo ad un gruppo in cui credo molto e che mi ha mostrato nuovi lati di me che ho sempre avuto ma mai usciti così chiaramente, difficoltà a guardare i piccoli che avrei tanto voluto fossero "coccolati" di più prima di trovarsi in quell'assemblea...
Il mio è stato un percorso lungo, faticoso, fatto di corti viaggi in auto dove mi sono messo in gioco e dove pensavo di percorrere solo pochi timidi passi ed invece sono ancora qui, ancora disposto a camminare... Ribadisco camminare.
Per correre ci vuole non solo fiato, ma anche testa, forza di volontà e soprattutto una squadra alle spalle che ti sostenga e ti spinga ad andare avanti alle prime ripide salite... Una squadra vincente non si deve dimenticare quando uno o più elementi rallentano perché inevitabilmente si andrà a perdere qualcosa. Ogni elemento ha le sue caratteristiche e queste, prima o poi, saranno quel valore aggiunto che manca.
In quest'ultima assemblea ho avuto difficoltà: non ho visto più la squadra, ma tanti, ottimi, splendidi gruppi schierati a difesa delle proprie convinzioni. Siamo in tanti, tutti diversi e sarà sempre più difficile rimanere uniti. Forse non bastano più solamente gli obiettivi raggiunti, forse non basta più il sacrificio di uno o più volontari. Credo fermamente che serva una squadra compatta ed unita come ho sempre visto.
Non ho perso l'entusiasmo o la fiducia, perché all'interno di questi gruppi ci sono ancora persone che costituiscono la band che mi fa sentire a mio agio sempre, che mi ha conquistato, che mi indica il percorso dorato descritto alla formazione dei pccoli.
Forse quegli orsi come me all'ultima assemblea sono rimasti in silenzio, forse come me hanno provato difficoltà ad esprimersi, forse come me hanno avuto difficoltà a riconoscere la band... O forse situazione migliore sono stato solo io a provare queste difficoltà e in tal caso la ripartenza sarà più semplice.

Un nuovo direttivo è stato eletto e con esso nuove idee entreranno in gioco, nuove opportunità nasceranno. Anche loro come me sono e si sentono orsi e come tali si muoveranno. Anche per loro inizierà un nuovo percorso fatto di gioie e fatiche, di discese e salite, di entusiasmi e spero nessuna delusione. Per chi ieri si è candidato devo dire che ha avuto coraggio a farsi avanti perché inevitabilmente sentirà il peso del gruppo (parlo ancora al singolare perché non mi piace immaginare una frammentazione interna).
Al nuovo direttivo chiederei di non farmi più sentire in difficoltà, di trasmettere a tutti gli orsi titubanti quello spirito che serve per continuare a camminare anche quando le gambe non ce la fanno, anche quando la stanchezza ha il sopravvento e, perché no, provare a farci correre di nuovo incurante della fatica.

Al vecchio invece direi che non è stato un totale fallimento. Ho visto in quel gruppo l'entusiasmo, la passione e la forza di volontà di una squadra che ha messo tutta se stessa per far sentire importanti tutti. Non importa se il percorso è stato interrotto: per me avete fatto un bel lavoro e mi è dispiaciuto molto vedervi così in difficoltà di fronte alla platea.

Mi scuso se ho utilizzato questo mezzo per parlare, ma questo blog è il nostro diario e venerdì per la prima volta sono stato veramente in difficoltà.

Gigio

4 giugno 2014

Il cielo toccherò


Questa volta mi sento di riportare il testo di una canzone di un cartone animato, "The brave - Ribelle".
E' tra queste poche e semplici parole si nasconda quello che ho visto fino ad ora nella mia esperienza in band.
Personalmente ho ascoltato questa canzone mentre prendevo nota sulle parole e alla fine mi sono sentito di nuovo carico di energie.

Thoughts & memoriesSento il vento che mi chiama,
splende il sole su di me
odo un canto che mi attira sempre più verso di sè:
correrò, volerò ed il cielo toccherò...
Volerò ed il cielo toccherò.

Sopra i picchi più alti
tra mille asperità
si specchia il riflesso di antiche civiltà,
io ne coglierò il ricordo seguendo il sogno mio
forte come l'oceano ed il vento:
è questo che sono io.

Correrò, volerò ed il cielo toccherò...
Volerò ed il cielo toccherò.

Io volerò...
Correrò... Correrò
Volerò... Volerò...

Il cielo toccherò, Noemi

Di seguito la canzone completa per sentire anche la melodia:
"Il cielo toccherò" - Noemi

6 aprile 2014

B E N V E N U T I

Volare in alto
Il corso è finito! Questo è stato il pensiero ricorrente nelle ultime 2 settimane: è stato faticoso, lungo e pieno di incertezze; ho cercato di comunicare tutto l' entusiasmo che la band mi ha trasmesso anche se a parole non penso di essere così bravo.
Appena è iniziato il corso mi sono reso conto che non era per nulla semplice il ruolo del formatore: i minuti correvano veloci e le 2 ore a disposizione sembravano solo scampoli di tempo... Il tempo terminava veloce, ma non quello che avrei voluto dirvi. Per fortuna i grandi orsi mi hanno affiancato e mi hanno accompagnato in questa lunga avventura senza mai abbandonarmi.
I mesi si susseguono, le energie vanno a diminuire ma uniti proseguiamo per completare il percorso dorato che avevo descritto durante il corso. Fino all'ultimo sono stato preso dai dubbi: non ero certo di aver adempiuto al mio compito... "Forse questa volta non sono adatto all'incarico?", "Sarò stato chiaro?", "Sono apparso una persona disponibile?". Queste erano le domande che mi ponevo. Ho cercato con tutti i mezzi che conosco di infondere il coraggio che ai nuovi non deve mai mancare. Non so se ci sia riuscito ma di sicuro ce l'ho messa tutta.
Giovedì 3 aprile 2014 ho avuto la risposta alle mie domande: i nuovi ingressi, i così detti "piccoli", sono lì che ci ascoltano, che ci guardano in attesa del momento tanto atteso, la consegna dei diplomi! Un paio di discorsi, qualche video e poi succede quello che non ti aspetti. I neo volontari reclamano uno spazio tutto per loro, hanno una sorpresa per noi... Parte la musica, iniziano a ballare e poi tanta energia ed entusiasmo che non ci lasciano indifferenti!
Un bellissimo gesto accompagnato da un semplice ma efficace: GRAZIE BAND.
E pensare che tutto questo è stato possibile da un mio errore.
Finalmente arriva il loro momento: vengono annunciati uno ad uno, ricevono il loro diploma, la foto con un grande orso e il ritorno tra i compagni con una soddisfazione in più: avercela fatta nonostante la fatica del lungo percorso.
Finalmente il tanto atteso ingresso in band è avvenuto e voi piccoli sarete parte integrante di noi, porterete con voi il forte entusiasmo, che abbiamo cercato di conservare durante il corso, e tutta la vostra carica.
Probabilmente non ci vedremo così spesso, ma sono certo che come noi grandi, inizierete a sentirvi parte del gruppo non appena avrete la vostra maglietta e l'apprezzerete sempre di più ogni volta che la indosserete. All'inizio vi potrà sembrare non adatta, ma sono certo che piano vi si cucirà addosso come una seconda pelle tanto da cercarla nell'armadio ogni volta che qualcosa non andrà come speravate.
In ogni caso ANCORA BENVENUTI.

Con affetto,
Gigio

16 ottobre 2013

Ed è così che inizia l'avventura!

E' arrivato il tempo di far entrare nuovi orsetti, nuove persone e con loro nuove energie e pensieri. Ogni anno li aspettiamo intrepidi, curiosi, sicuri che faranno la loro parte se non di più. Tra di loro ci sarà qualcuno più spavaldo, qualcuno più sicuro e qualcun'altro più timido che troverà con calma il suo posto in band.
Ogni anno è sempre molto particolare... Il luogo non cambia, ma tutto il resto si...
Cambia l'aula magna... Diventa più moderna, piena di luci e si riempie ogni anno che passa sempre di nuove maglie colorate. In quell'aula ci riunivano per tenere delle assemblee, per formare i nuovi ma soprattutto per poter osservare con più attenzione i nuovi ingressi...
E' il secondo anno che li osservo ed è divertente cercare qualcuno che mi ricorda me quel giorno...
Li ho osservati con attenzione, ho cercato di immaginarli con indosso la maglietta... E immaginato chi di loro sarà quello che avrà a che fare con me per primo...
Ormai non mi resta che aspettare la fine della formazione e avrò la risposta... Ma in attesa di quel momento, mi limiterò a dire:- "Benvenuti nuovi Orsetti!"

Gigio

14 agosto 2013

Una storia infinita

Una strada da percorrere, un sogno da realizzare, un castello da costruire e una storia da scrivere.
Per ogni strada percorsa ce ne sarà un'altra su cui incamminarsi, per ogni sogno realizzato ce ne saranno altri da esaudire, per ogni castello edificato tanti altri ne sorgeranno e questa storia da scrivere non avrà mai fine!
Così è la Band. Esiste ormai da tanti anni, oggi diversa da allora e probabilmente diversa da come sarà tra un anno. Siamo sempre noi ma differenti: alcuni volontari restano altri si danno il cambio, da poche decine ora siamo quasi duecento e chissà in futuro...
A ottobre inizierà un nuovo corso di formazione per volontari e non riesco nemmeno a immaginare alla fine di questo che aspetto avrà la Band: ogni persona che arriva porta qui la sua esperienza, le proprie capacità, arriva e mette un pezzettino di se in questa grande costruzione... aggiunge una parola a questa storia infinita.
Cosa sarà ve lo potrò dire tra un’anno… continuate a seguirci e lo scoprirete da voi!

Insegnerai a Volare, ma non voleranno il Tuo Volo.
Insegnerai a Sognare, ma non sogneranno il Tuo Sogno.
Insegnerai a Vivere, ma non vivranno la Tua Vita.
Ma in ogni Volo, in ogni Sogno e in ogni Vita,
rimarrà per sempre l’impronta dell’ insegnamento ricevuto.
[Madre Teresa di Calcutta]

Vera

30 giugno 2013

Il nostro nome è Junior, Band Junior

Premettendo che siamo incapaci a scrivere… volevamo provare comunque ad esprimere le nostre sensazioni sul primo evento a cui abbiamo partecipato, quindi non scandalizzatevi!Sabato 25 maggio abbiamo avuto l’onore di animare l’evento AIESEC in Galleria Mazzini; dopo esserci divisi in gruppi e aver distribuito i compiti, alcuni di noi si sono “addentrati tra il freddo e la bufera” a cercare i pochissimi bambini che giravano in centro tentando di corromperli con palloncini di ogni genere; altri truccati e imparruccati per benino hanno aiutato il cantastorie Franco in balli quasi improvvisati.La giornata si è movimentata quando il nostro attuale presidente si è lanciato, con grande successo, nella preparazione della “virtual pizza” coinvolgendo persone di ogni età.Durante tutto il pomeriggio un paio di ragazze si sono improvvisate nella vendita dei gadget della Band degli Orsi e affianco ad esso è stato allestito un gioco per i più piccoli, con il benvoluto premio: l’uovo di cioccolato.Nonostante il freddo e la poca affluenza di bimbi, ci siamo divertiti a stare in compagnia dandoci così la possibilità di conoscerci meglio ed entrare in sintonia con il gruppo della Band junior e con quello dei ragazzi del ERASMUS che sono stati con noi tutto il pomeriggio.L’emozione del primo evento non ha influito sulla nostra performance, infatti, mooolto modestamente, abbiamo ricevuto parecchi complimenti dai volontari più grandi e in particolare della Fede che era li con noi e ha notato il nostro spirito di iniziativa.Speriamo di esserci fatte capire e di avervi interessato.Un abbracciorso, Mara e Angelica!PS: parola di orsetto che non scriveremo più niente… cuore <3

29 maggio 2013

All'assalto di Quarto Alto Largo Pomodoro

la band degli orsi
L'allegro esercito in preparazione
26-05-2013 Genova
Quarto Alto - Largo Pomodoro

L'invasione ha inizio alle ore 11 presso la casetta, quartiere generale della band e punto di partenza della maggior parte degli eventi esterni. Quasi 30 persone pronte a partire per animare il luogo di destinazione: chi andrà a Villa Serra, chi a Villa Gentile, chi a Busalla e chi a Quarto alta.
Il mio gruppo decide di invadere proprio Quarto alta, mentre gli altri orsi, orsetti e junior si dividono nelle altre attività. Le ragazze della Band Junior iniziano a ripassare la parte per lo spettacolino, mentre altri si davano da fare per recuperare i giochi, dividersi i gadget, controllare che ci fosse tutto e recuperare cibi e bevande nel box.
Sul posto Fabio e Michela (gli organizzatori) ci aspettavano con il palco montato e tutti gli artisti pronti a cantare con loro. Giusto il tempo di mettere qualcosa sotto i denti e abbiamo subito iniziato a montare i nostri giochi e allestire il banchetto con intorno a noi degli arzilli signori che sono rimasti colpiti dai nostri colori tanto da riproporci un altro evento a cui parteciperemo volentieri.
Sono le 15.30 ed inizia ad arrivare gente. Noi siamo pronti! I primi palloncini iniziano a svolazzare, i ragazzi della Neverland Record cantano come degli usignoli e i biglietti della lotteria sono in distribuzione. Poco dopo ci raggiunge il Brusco (uno dei fondatori della band) con un cappellino raffigurante l'orsetto Tobia (la nostra mascotte) cucito e preparato appositamente per lui da un genitore.
La festa va avanti con l'estrazione dei premi della lotteria, sorrisi e felicità per chi vince. E per chi perde? Sorrisi anche per loro perché in regalo c'è del cioccolato.
E' ormai sera e bisogna chiudere i battenti; siamo soddisfatti e felici di quella domenica tanto che perfino le pulizie appaiono divertenti! Un caloroso saluto al quartiere pomodoro conquistato e un sentitissimo "Alla prossima ragazzi!" ci stanno tutti.

26 maggio 2013

Proporsi

Spengo il PC e mi preparo ad uscire da lavoro dopo una giornata non esaltante. Sento squillare il cellulare e leggo il numero di telefono: è una nuova volontaria che deve comunicarmi il suo entusiasmo per il nuovo incarico ricevuto. Si sente sin da subito la sua ferma volontà nell'aderire a questo progetto, io invece non lo sono del tutto...
Penso che sia molto difficoltoso per me seguire una nuova attività che prevede molta pazienza e coordinazione tra tutti i volontari, ma è effettivamente necessario che qualcuno lo faccia. Ascolto le sue motivazioni e mi accorgo che col suo apporto forse il compito può essere portato a termine. E' convinta, molto propositiva ed è difficile dire di no.
Mi è piaciuta sin da subito la sua determinazione e piano piano mi sono sentito trascinare in questa nuova attività. Non sarà un peso come mi fa notare lei stessa se si prevede una collaborazione tra volontari ed in fondo con un po' di organizzazione e buona volontà potremmo riuscire. In fondo la band mi ha insegnato che molti progetti apparentemente irrealizzabili si riescono a fare basta volerlo.
Spesso si pensa che le proposte debbano arrivare dai membri più anziani e si ha il timore di proporre qualcosa, ma in questo caso è stata proprio una nuova orsetta a trascinarmi. Anche a questo servono i nuovi volontari: a ridare entusiasmo nei momenti di stallo.
Gigio

19 maggio 2013

Band Junior = Freschezza

E' un sabato come tanti altri: niente lavoro e tanto relax e soprattutto moltissima curiosità di conoscere alcuni nuovi volontari. Durante il viaggio penso:- "Saranno particolari e frizzanti! Potranno portare tante novità! Non vedo l'ora di conoscerli".
Entro in aula magna dall'ingresso laterale e subito mi appaiono: sono radunati intorno alla cattedra ad ascoltare le spiegazioni di Valentina, Federica e Davide sul come porcederà quel pomeriggio. Li osservo in silenzio e sempre molto incuriosito: sono tanti e numerosi. Qualcuno è più spigliato, qualcuno un po' più silenzioso, ma l'importante è esserci.
Mi presentano al gruppo ed è strano vedere così tante persone tutte concentrate ad ascoltarmi. Non so bene che cosa dire e allora gli spiego un pochino quello che facico in band: scrivo articoli sul blog e racconto un po' di mie esperienze in band. Dopo le dovute presentazioni ci si divide in 3 gruppi: favole, teatro e giochi.
Le favole non riscuotono tanto successo ed è normale, ma bisogna convincerli che anche raccontando delle favole si può sorridere.
Lascio un po' di tempo per prendere confidenza con i libri e via con i racconti. Il piccolo gruppetto mi ha fatto sorridere: c'è chi era fissato con la storiella di un "cagnolino muto", chi invece si destreggiava con favole già più complesse, ma in fondo ognuno aveva il suo modo di interpretare. Ogni tanto qualche consiglio ben recepito e altre volte ascolto in silenzio. Il tempo vola in un soffio e tra una risata e l'altra, qualche commento e battuta, l'incontro finisce.
Le mie attese hanno trovato riscontro nella realtà: i bandisti junior possono raccontare la loro portando freschezza e allegria all'interno della band. Benvenuti a tutti e spero di vedervi presto collaborare con tutti noi.
Gigio

27 marzo 2013

Ai nuovi orsetti

Anche questo lunedì sarà speciale: non saranno solamente le persone che andrò ad incontrare che lo caratterizzeranno, ma anche la nuova alchimia che si andrà a creare con i nuovi ingressi. Difficile capire come si rapporterà con me ma di certo cercherò di "proteggerla" e di evitare di metterla in difficoltà. E' così che inizia la serata con la nuova orsetta Elena. Un po' di conoscenze per capire come organizzarci e via nelle stanzette.
Il reparto non è tosto, ma è difficile presentarsi ai genitori vestiti in modo esuberante e può capitare che pensino che noi andiamo solo per giocare con i loro piccoli, ma questo è vero solo in parte. L'attenzione cade sempre prima sul bambino, ma talvolta si concentra sui genitori. Procede così la serata fino a quando non si incontra F. Il duo Elena e Gigio da il meglio per farlo sorridere e piano piano si conquista la sua fiducia. Elena racconta in modo intelligente la storia del Drago Timido e Gigio si cala nella parte in modo talmente buffo da far sorridere tutti...
Il drago timido
Il libro racconta la storia di un piccolo drago che sputa piccole scintille di fuoco e che si intimidisce moltissimo diventando rosso. Un bel giorno però decide di sconfiggere la sua timidezza ed inizia un lungo viaggio alla ricerca della principessa e dimostrare a se stesso e a tutti i suoi amici che è forte e coraggioso. Il rapimento va a buon fine, ma il piccolo drago, di fronte ad un valoroso cavaliere partito dal suo castello col preciso intento di recuperare la principessa, la libera e torna al suo villaggio con una grande spada e tanta fiducia in se stesso. I draghi del villaggio rimangono stupiti dal coraggio dimostrato e rivalutano molto la sua figura.

Questa storia rappresenta molto il mio percorso all'interno della band: sono entrato timidamente e ho iniziato piano piano ad approfondire questa mia nuova esperienza alla ricerca di equilibrio che piano piano sto acquisendo.
A tutti i nuovi orsetti auguro di intraprendere questo viaggio con lo stesso spirito del drago perché anche se apparirà faticoso ne varrà sicuramente la pena.
Gigio

20 marzo 2013

Eccitazioni da prima volta

“ Chiudi gli occhi 

immagina una gioia
molto probabilmente
penseresti a una partenza

ah si vivesse solo di inizi
di eccitazioni da prima volta
quando tutto ti sorprende e
nulla ti appartiene ancora"

Amo questa canzone di Nicolò Fabi, la amo per come riesce a spiegare in modo pazzescamente nitido quello che succede a me, ma penso a tutti, quando si inizia qualcosa che racchiude in sé un immenso valore.
Qualcosa a cui si tiene e si protegge, ancora prima di conoscerlo realmente fino in fondo, solo per le emozioni e le sensazioni che suscita in te: ti fa scoprire una persona diversa, migliore, ti fa scoprire di avere tanto da donare agli altri, ma soprattutto a te stesso, ti fa scoprire che si sta bene mettendosi a nudo davanti a persone che non conosci, ma a cui sei legato ancora prima di incontrarle da un filo tanto invisibile quanto resistente: volerci essere. Questo e molto di più è per me la Band.
Il primo incontro tutti insieme, il video di presentazione della Band, le lacrime trattenute a stento, le prime testimonianze dei Grandi Orsi,  - Devo ammetterlo, all’inizio incutevate un pochino il classico timore da “veterani” - ma che subito siete diventati compagni complici, il Brusco e i suoi primi discorsi in cui per me non è più solo il papà di una mia cara amica, ma molto di più, gli incontri, i laboratori: tutte esperienze prime e irripetibili, una partenza verso la vita.
Un cammino che culmina nel fatidico giorno: l’inserimento in reparto! Finalmente tutto ciò che era teoria si trasforma in pratica. Non ci sono più scuse, sta volta ci si butta, si parte per davvero… Si inizia qualcosa che ti sorprende e non ti appartiene ancora del tutto…
La mia eccitazione da prima volta l’ho vissuta con Silvia, per caso, conoscevo altri grandi orsi presenti quel giorno, ma lei no: il suo sorriso appena arrivata nello studio del Brusco mi ha accolta come si accoglie un amico sulla soglia di casa e ho deciso di seguire la mia sensazione, e così ci siamo ritrovate a vagare insieme per i corridoi del Gaslini, che per me sono ancora dei labirinti sconosciuti, e insieme abbiamo bussato alla prima porta, della prima stanzetta, del primo bambino, del mio primo incontro, del mio primo momento in reparto con la Band….
E ora sono pronta per costruire insieme tutto il resto…. Non vedo l’ora…

“… nel mezzo c'è tutto il resto
e tutto il resto è giorno dopo giorno
e giorno dopo giorno è
silenziosamente costruire
e costruire è potere e sapere
rinunciare alla perfezione “

Grazie Band per avermi accolta e per rendere ogni volta insieme magica come la prima.


Martina

17 marzo 2013

Prime emozioni


Domenica pomeriggio avevo inserimento in reparto, ero naturalmente emozionato e un po' agitato per questa nuova avventura; i grandi Orsi mi hanno trasmesso subito molta sicurezza e serenità. 
Sono tante le sensazioni che ho provato in questa magnifica prima esperienza in reparto ma, quello che mi ha colpito maggiormente è la scintilla che ha acceso tutte queste emozioni.
I sorrisi dei bambini... i sorrisi dei genitori... i sorrisi di noi volontari... e soprattutto i sorrisi negli occhi delle persone.

Come un'onda incontrollabile che ti travolge e riempie il cuore, dona gioia, amore, ti rende veramente consapevole che quello che facciamo nelle varie attività della Band è speciale.. unico, essenziale; dona speranza e apre un varco dove passa luce...tanta luce...

Enrico

13 marzo 2013

Quando ho cominciato...

Serata Diplomi
I nuovi Orsetti
Quando ho cominciato a frequentare il corso di formazione per diventare parte della Band degli Orsi ero un po' timorosa. Avevo paura che quei mesi di preparazione e di "lezioni" sarebbero stati impegnativi, magari anche un po' pesanti, soprattutto sapendo che si sarebbero svolti di sera, in settimana e per di più a Genova. Mi domandavo se davvero avrei avuto la costanza di seguire tutte le lezioni o se magari dopo un po' di lezioni, la stanchezza, la pigrizia.... o il freddo avrebbero preso il sopravvento.
Invece, mano a mano che le settimane passavano, non soltanto l'entusiasmo e la voglia di partecipare alle serate cresceva, ma addirittura sono arrivata a desiderare fortemente che fosse giovedì, proprio per andare a Genova al corso.
Ricordo che i primi tempi mi chiedevo perché fosse necessario frequentare un corso così lungo per poter essere volontario della Band. Non ne capivo tanto l'importanza.
Adesso che siamo quasi al capolinea, penso di aver capito perché è tanto importante intraprendere questo percorso prima di diventare volontario. Lo scopo (almeno questo è il mio pensiero) non è essere completamente
preparati ad affrontare le realtà, sicuramente complesse e delicate che si vivono in Tana e in reparto (anche perchè, quando si parla di rapporti tra esseri umani, di emozioni forti che toccano le corde più profonde e intime del cuore, nessuno può veramente prepararti più di tanto ad affrontarle e a gestirle al meglio, visto che ognuno di noi le affronta per forza di cose in maniera personale, con il proprio carattere ed il proprio vissuto alle spalle) , ma capire cos'è la Band, entrare gradatamente, a piccoli passi a far parte di una famiglia grande e meravigliosa, di un sogno lucido e importante, di un progetto (anzi di tanti progetti) ambizioso che cresce continuamente e che è possibile proprio grazie al contributo, allo sforzo e al supporto di tutti.
Il corso forse non può davvero prepararti ad affrontare qualsiasi situazione ti si presenterà, ma di certo ti "insegna" a credere nella Band, trasmettendotene i valori e gli ideali, ti fa desiderare fortemente di far parte di questa grande famiglia, perché è proprio grazie alla passione, all'entusiasmo e alla dedizione che i grandi Orsi, il Presidente dell'Associazione in primis e tutti coloro che in questi mesi ci hanno accompagnato in questo percorso ci hanno trasmesso con l'esempio, ancor più che le parole e i racconti, che... giorno dopo giorni ti senti sempre più coinvolto e desideroso di poter dare anche tu il tuo piccolo contributo.
In un certo senso (questa è solo una mia personalissima sensazione), anche se non puoi sapere come reagirai o come ti comporterai quando ti troverai ad affrontare qualche momento o situazione difficile durante il tuo percorso, sai però che non sei solo, che puoi... anzi devi contare sulla Band e sugli altri e lasciarti aiutare e sostenere dai tuoi compagni. Il corso ti insegna questo: ad entrare a far parte di una famiglia e di un grande sogno ... e a capire che il tuo non è un percorso individuale (anche se ovviamente fai anche un percorso di crescita personale) da vivere autonomamente, ma un "lavoro" di equipe, di gruppo. La forza della Band sta appunto nel prezioso contributo di tutti coloro che ne fanno parte.
Daniela

3 marzo 2013

Primo inserimento in tana

Tana aperta anche con la neve
Primo Inserimento in tana. Ascolti persone, storie, “chiacchiericcio” e centrifughe. Vedi peluche , incroci sguardi. Tocchi una tastiera, sposti una sedia. Annusi il caffè, in una cucina intrisa di profumo di detersivo . Ti mangi una caramella e così anche il gusto è a posto.
Ritrovo però un “sesto senso” che avevo già colto altrove. E’ una sensibilità spesso perduta , nascosta nelle pieghe della distrazione e della corsa continua della vita.
In tana la cogli perché è un luogo di sosta, un porto dove l’ospite attracca per un poco. Si ferma; se riesce per un attimo a non fissare il mare che lo aspetta.
Lo ritrovi , perché le strade degli ospiti sono “oltre e fuori dal previsto” e allora le corse quotidiane rallentano anche per te , si riequilibrano, ritrovano il posto “legittimo” nella scala delle priorità della vita.
E’ il sesto senso che coglie la semplicità e la gratuità della presenza. Lo trovi man mano che l’ospite scopre che gli orsi ci sono perché “non si fa perché si deve” ma “si sta perché si vuole”. E’ una sensibilità della persona che ritrova la vicinanza, l’accoglienza di un bisogno . Lo coglie il papà che scioglie una ruga per un momento. Lo trova il volontario che si scopre capace di esserci.
La lavatrice termina . I peluche son sempre sulle scale, li che ti guardano. Si spegne il computer , qualcuno scrive le note sul quaderno. Fuori fa freddo ma non nevica più…
Giovanni