27 febbraio 2011

Una piazza piena di Orsetti!

Durante il mese del Carnevale la band è andata in giro per feste e premiazioni giungendo infine il 27 febbraio ad Arquata Scrivia.
La giornata è davvero fredda e uggiosa e non si addice certo ad un'atmosfera gioiosa come quella del Carnevale, ma, per fortuna, l'allegria è emersa insieme a qualche timido raggio di sole, ricordandoci perché siamo in quella piazza: travestire quanti più bambini da "orsetti", usando le nostre maschere!
Una volta giunti in piazza e sistemato la nostra postazione, pensiamo a cosa fare nel momento in cui sarebbero arrivati i protagonisti dell'evento (i bambini), concentrandoci soprattutto su come accoglierli al meglio: chi modella palloncini dalle forme allegre, chi si concentra sui possibili giochi da fare e chi invece sistema le maschere da orsetto.
Queste maschere hanno le forme più bizzarre: ce ne sono alcune a forma di orsi vestiti da pirata, da chitarrista, da pittore, da pagliaccio e anche da dormiglione. Ed ecco che arrivano! Ci sono tanti bei costumi, tanti bambini mascherati con altrettanti adulti, ma piano piano sui volti di tantissimi (grandi e piccini) sono comparse le nostre maschere.
E' stato bellissimo giocare con i bambini che avevano le stesse nostre "facce", perché ci trasferivano tutto il loro entusiasmo nel divertirsi, trasformando la piazza, che prima era grigia, in un posto allegro e colorato, popolato da tanti orsetti.
Anche in questa circostanza ci siamo presentati e raccontato del nostro nuovo progetto: la Tana dell'Orso, che è stato da tutti condiviso, applaudito e gentilmente sponsorizzato. Siamo contenti e grati ad Arquata per la sensibilità e il sostegno dimostratoci con la raccolta fondi, ritenendoci fortunati di questo loro apporto.
Che dire... Al prossimo Carnevale!

Stefy

30 gennaio 2011

Nuotathon

Forse non tutti sono a conoscenza che il 2011 proclamerà il nuoto come lo sport per eccellenza?! In Italia il calcio ha sicuramente un gran seguito e moltissime persone dedicano la propria domenica a questo sport: chi preferisce andare direttamente allo stadio, chi guardare la partita seduto comodamente sul divano o, i più nostalgici, ascoltare i risultati alla radio.... Insomma ormai la domenica è il giorno dedicato al pallone!
Questa abitudine vale per la maggior parte delle persone tranne che per noi della GBB, infatti per una domenica abbiamo deciso di dimenticarci del calcio e pensare al nuoto. Ciò che ci è stato proposto ci ha subito entusiasmato benché non fossimo degli atleti provetti! Questa nuova sfida ha rafforzato il nostro desiderio di passare tutti insieme una giornata fuori dalla quotidianità all'insegna del divertimento e dello sport: nasce così, il 30 gennaio, la giornata Nuotathon presso le piscine comunali di Albaro.
Le “regole sportive” di questo evento erano molto semplici: entrare in acqua e portare a termine almeno una vasca con qualsiasi stile di nuoto. Ovviamente non era obbligatorio sfoggiare un'ottima forma atletica, ma nessuno di noi si è tirato indietro, sfoderando una prestazione al di là della propria immaginazione.
Tra una bracciata ed un tuffo non stilisticamente perfetto, il pomeriggio è trascorso nell'allegria generale, dando un taglio alla solita routine, incontrando persone in vesti nuove (se si può parlare di vesti visto che l'unico abito consentito era il completo da mare piegato all'interno dell'armadio in attesa della prossima estate) e sapendo che ogni sforzo aveva uno scopo preciso: raccolta fondi per la tana degli orsi.
Questa giornata ha insegnato a tutti noi della GBB che ogni sforzo per la realizzazione di un sogno non è nulla di preoccupante se fatto col sorriso e responsabilità. Il Nuotathon è stato questo: ogni partecipante ha eseguito le proprie vasche, sorridendo ogni volta che ne completava una e soprattutto felice di aver dato un contributo importante alla realizzazione di un sogno comune.
Speriamo vivamente che questa attività molto diffusa negli Stati Uniti, si possa diffondere anche in Italia e magari iniziare proprio da Genova. Per il momento ci rimane un bellissimo ricordo anche se accompagnato da una immancabile “fatica sportiva”.

6 gennaio 2011

Befana in 500!

Il 6 gennaio è considerato un giorno magico, perché anche una signora non troppo bella e giovane si sente apprezzata e desiderata non per il suo aspetto fisico, ma per l'importante ruolo che ricopre: la consegna dei doni a tutti quei bambini che si sono comportati bene durante l'anno appena passato.
Come da anni ci è stato tramandato, la Befana preferisce utilizzare la sua vecchia scopa e in sella ad essa attraversare tutto il mondo per consegnare le ormai famose calze piene di dolci. Ormai l'anziana signora sta perdendo colpi per via della vecchiaia che avanza e per la sempre maggiore paura ad utilizzare il suo vecchio mezzo di trasporto; si è finalmente accorta che la tecnologia sta facendo passi da gigante mettendo a disposizione sempre nuovi mezzi più veloci e comodi della sua vecchia scopa.
Quest'anno, passando nelle vicinanze di Quarto, la Befana si è accorta di una lunga sfilata di buffi mezzi colorati dalla forma arrotondata e dalla dimensione molto ridotta che procedevano spediti nella sua stessa direzione. L'anziana signora li seguì a distanza e alle ore 9 raggiunse l'ingresso superiore dell'ospedale Gaslini, dove trovò una moltitudine di storiche Fiat 500, i cui proprietari sono membri dell'associazione 500 Fiat Garlenda e da tempo nostri amici.
Una volta scambiati i saluti di rituale ed espresso i progetti futuri, l'allegro gruppetto, composto dai volontari della GBB, la Befana, i guidatori delle 500 e alcuni volontari della croce, si è organizzato per visitare i reparti dell'ospedale, ma nessuno di noi si sarebbe immaginato quanto sarebbe accaduto in seguito!
Come dicevo all'inizio, il 6 gennaio è un giorno magico, in cui i poteri della Befana accrescono a tal punto da permetterle di sdoppiarsi o addirittura quadruplicarsi così da poter essere presente contemporaneamente in tutti i reparti dell'ospedale garantendo a ogni giovane eroe (ci piace chiamare i nostri giovani ospiti con questo appellativo) un momento di gioia in cui mostrarci ancora una volta il loro sorriso.
Non sappiamo cosa abbiate fatto il 6 gennaio nè tanto meno se avete trovato il tanto temuto carbone nero, ma di sicuro noi abbiamo scoperto che la Befana non ha solo tanti giovani amici, ma da ora in avanti potrà contare su degli abili guidatori di storiche 500 per dirigersi più celermente all'ospedale Gaslini.

Befana atletica al Gaslini?

Come consuetudine da ormai tanti anni, la Gaslini Band Band (GBB) si è adoperata al fine di organizzare una festa della befana con i fiocchi: cimento invernale a Sturla e accoglienza delle Befane nell'ospedale Gianna Gaslini di Genova.
L'obiettivo principale di questa duplice attività è quella di iniziare nel miglior modo possibile il 2011, divertendosi, emozionandosi e perché no, “ringiovanendo” la Befana. Non rileggete la frase, perché avete letto proprio bene “ringiovanire la Befana”!
All'inizio sembra strano a tutti, ma vi assicuriamo che è proprio così! Ora vi spiegheremo meglio cosa si intende per noi della GBB quando pensiamo alla Befana!
Come di consueto allo scattare delle ore 11 presso la sportiva Sturla, i temerari partecipanti al cimento invernale si scattano le foto di rito per “congelare” la forte emozione provata prima di questo evento e già dopo pochi minuti tutti i concorrenti (hanno partecipato persone di ogni età e sesso) si sono tuffati felicemente in acqua sfidando le rigide temperature. Verrebbe da dire: “Che coraggio!”, ma...
Quando ormai tutto sembrava finito e tutti i partecipanti appagati dalla loro coraggiosa prestazione, nell'atrio della società sportiva compare come per magia un'atletica Befana! Non è cambiata nel suo aspetto trasandato (anche lei non ha trovato un efficace rimedio per la vecchiaia), ma da un paio di anni è diventata molto sportiva! Chi sarebbe in grado di affrontare una lunga nuotata nelle acque invernali solo per poter incontrare dei cari amici e consegnare loro dei doni? Ovviamente la giovane Befana!
Ed ecco spiegato il miracoloso ringiovanimento della Befana.Dopo aver salutato tutti i bambini presenti al cimento, la Befana si è diretta velocemente all'ospedale dove, insieme al club delle 500, ha consegnato i tanto desiderati doni. Ora si svela un altro segreto! I cari amici per cui vale la pena di sfidare le intemperie e il freddo sono i giovani ospiti del Gaslini.

19 gennaio 2010

Un'altra prima volta



La divisione nei vari giorni, pensare dove ogni singola personalità potrà sentirsi a proprio agio, assegnarli a un grppo, affidarli ad altri ed accompagnarli nelle loro emozioni...aprire le finestre per permettere il volo. Preparare la foto, da appuntare sulla maglietta, il loro nome scritto accanto al  sogno: Gaslini BandBand.
E così si riparte un'altra prima volta: cappelli a trasformare in altro e marionette a coprire mani un pò impacciate, la prima porta da oltrepassare, il primo finestrino da cui sbirciare, i primi occhi che ti guardano come a domandare e tu chi sei?...il primo sorriso conquistato... quel sorriso che rimarrà lì nel cuore giorni e giorni o settimane o forse più.
Mesi di preparazione per indovinare un nome, per fare la scimmmia, per entrare in una vita con un papero in mano o un topo per amico, per indossare una maglia colorata e portare con orgoglio sul petto quell'appartenenza. Fare il primo passo che ti permette essere in quella stanza con il cuore in gola, con la paura che ti fa pensare ora torno indietro...e poi la naturalezza come se quei gesti ti fossero sempre appartenuti come se questo gioco fosse un rituale ben conosciuto. La vera difficoltà: lasciarsi tutto alle spalle uscire tornando alla vita seminando dentro di se parole buffe, gesti spontanei e piccoli occhi da sogno che i bimbi ti hanno regalato. Riniziare domani un'altra giornata con la mente ferma su quella sera, in quel luogo e con la voglia che galoppa il tempo, tempo che ora ti separa dal prossimo ritorno a quella magia.

Vera

16 dicembre 2009

Un Natale a tutta Band!

La band non sta mai ferma e oltre a garantire il quotidiano svolgimento delle attività nei reparti (è questo è un grande successo) riesce anche a creare numerosi eventi sia interni che esterni all'ospedale!

Ecco un veloce elenco:

14 dic ore 19 aula magna "toons in jazz & Xmas songs" (la musica ha incantato i piccoli ospiti presenti!)
15 dic ore 10 foto in maglietta band con "belo horizonte" (via dei franzone
6)
18 dic ore 21:00 presso l'Elvis (locale vicino al Gaslini) raccolta fondi e musica

19 dic ore 16 jazz matazz al porto antico con RACCONTI DI NATALE,
SPETTACOLO TEATRALE con Franco Picetti e Stefania Caudullo
20 dic ore 15 in aula magna FESTA DI NATALE con la partecipazione di
officina utopia (un natale coi fiocchi)
20 dic ore 16 jazz matazz al porto antico con la musica e la danza di gaia
20 dic ore 17 "festa di natale" e premio alla gaslini band band presso
l'unione sportiva quarto
24 dic ore 18,30 "rudolph in giro per i reparti insieme a francesca"
24 dic ore 23 santa messa presso la cappella gentilizia del gaslini e
successivo brindisi in portineria

14 dicembre 2009

La prima festa di Natale

Hanno ballato e cantato. Hanno sorriso e pure recitato. Hanno improvvisato e hanno creato stelle. Hanno fatto un albero di natale altissimo per poi smontarlo dopo due ore.
Hanno raccontato favole e hanno creato scenografie. Hanno sognato e hanno fatto sognare un ospedale diverso (che già esiste) dove i bambini e i loro genitori partecipino, siano attivi, in cui la vita sia vita e in cui ci si senta a casa.
Tutto questo hanno fatto i volontari della band (grandi e piccoli) e lo hanno fatto capendo l'importanza di questo sogno.  Per i volontari più esperti è stato bello vedere l'emozione del primo giorno, del primo approccio dei futuri "orsi" della band.
Ieri durante lo spettacolo tutti (genitori inclusi) si sentivano in famiglia, si sentivano come a casa, in cui non si ha paura di intervenire e si pensa che ogni azione, ogni parola detta o fatta da chiunque provenga sia importante, sia da ascoltare, da accogliere.

Ieri eravamo una trentina di volontari, eravamo tanti e siamo riusciti a fare lo spettacolo e in contemporanea andare a trovare alcuni bambini che non potevano scendere. E' stato un bel Natale, e questo è solo il primo!

11 dicembre 2009

Resoconto di una domenica al Gaslini

Ci siamo trovati in casetta per raccogliere materiale e idee. Dalla fantastica mente di Simone è uscito il lupo che voleva fortemente entrare nel presepe di una bambina per mangiarsi le pecore e gli animali, ma che veniva regolarmente riconosciuto nonostante i suoi travestimenti.
Siamo partiti da Clinica 1 pensando di trovare un bel po’ di bimbi, ma erano pochi e piccini. Un po’ più grande solo Aida di 11 anni, praticamente abbiamo fatto animazione per lei e le mamme. Iiniziato con due bimbi e due mamme, si sono poi uniti tutti gli ospiti del reparto.
Io bambina con parrucca bionda e codini, che ha un po’ preoccupato Francesco, piccino appena entrato in ospedale, ho fatto il presepe utilizzando le persone come statuette e Simone, lupastro affamato, si è travestito da statuetta del presepe per poter entrare…
Si è truccato da pastore e possidente di fattoria, ma cantando la canzone non sapeva mai il nome del mio animale, da cammello ma ha perso la corsa nel deserto, da commerciante di frutta ma non conosceva i cocomeri tondi tondi e alla fine da angelo, che non sapeva cantare, e non riusciva a finire le canzoni che gli proponevamo!
Un po’ preoccupati dall’inizio strano con un’ospite di 11 anni e l’altro di 2, ha funzionato coinvolgere le mamme con cui abbiamo riso e cantato. Alla fine regalo di cd.
Trasferendoci al terzo piano abbiamo deciso di introdurre il virtual panettone per non lasciare a pancia vuota il lupo.
Erano tutte bambine sveglie e energiche, a parte il piccolo Maicol (come si scriverà?) che con la mamma ci ha guardato da fuori probabilmente per paura di contagi. Hanno fatto dei mazzi tremendi al lupo e sgridato me perché volevo credergli. E’ stato divertente e coinvolgente: alla fine avevamo una decina di bimbi –ricoverati e non- con rispettivo parentado. Dopo che abbiamo regalato i cd ci hanno chiesto ancora una storia e non volevano lasciarci andare. Abbiamo ceduto e le abbiamo invitate sul sito e sul blog a leggerne altre.

10 dicembre 2009

San Nicola

La band si è fatta conoscere con ottimi risultati al mercatino di San Nicola grazie alla preziosa ospitalità dello staff del Mercatino.
Nei tre giorni in cui abbiamo tenuto il banchetto abbiamo fatto diverse amicizie e avuto nuovi contatti.
A tenerci compagnia e a scaldarci ci hanno pensato gli amici Alpini che preparavano delle buonissime caldarroste! (guardate le foto!)
Ma per scaldarci abbiamo anche fatto ballare tutte le persone che entravano e uscivano!!!!
Il mercatino è stata una ottima scusa per coinvolgere i nuovi volontari in un evento esterno della Band, in questo modo ci siamo conosciuti tutti un po' meglio.

9 dicembre 2009

Il blog si riprende

Dopo un mese di silenzio il blog si riprende. Se il blog è stato fermo la Band non si ferma mai.
Sono talmente tante le iniziative che si fa fatica a tenere un diario di tutto quello che facciamo.
Nei reparti non si salta mai un giorno, la formazione procede e tutti i  futuri volontari hanno partecipato allo stage con Anna Solare del Teatro dell'Ortica.
Si sta creando così un certo affiatamento fra gli aspiranti.

Ecco le parole del nostro volontario Max che era presente alla formazione con Anna Solaro:
ritmi diversi .. emozioni ...  mani che guidano ... tuffi nell'aria ... lo spazio, il mio spazio ... reti di fili invisibili ... fiducia ... fiducia bendata ... e poi sguardi, sguardi che accolgono ... sguardi che guidano ...  ed ancora un foglio di giornale pesante ma leggero, piccolo eppur enorme, silenzioso o forse no .... condivisione, intimita`, il cerchio .. il cerchio di tutti ... ma... ma dov' eravamo ? eravamo ad Eufemia, citta` invisibile dove ci si scambia la memoria, ad ogni solstizio ed ad ogni equinozio ... dove il tuo lupo sara` diventato un altro lupo, la tua battaglia altre battaglie .“



Ed ecco il brano di Eufemia che tanto è piaciuto:
A ottanta miglia incontro al vento di maestro l'uomo raggiunge la città di Eufemia, dove i mercanti di sette nazioni convengono a ogni solstizio ed equinozio. La barca che vi approda con un carico di zenzero e bambagia tornerà a salpare con la stiva colma di pistacchi e semi di papavero, e la carovana che ha appena scaricato sacchi di noce moscata e di zibibbo già affastella i suoi basti per il ritorno con rotoli di mussola dorata. Ma ciò che spinge a risalire fiumi e attraversare deserti per venire fin qui non è solo lo scambio di mercanzie che ritrovi sempre le stesse in tutti bazar dentro e fuori l'impero del Gran Kan, sparpagliate ai tuoi piedi sulle stesse stuoie gialle, all'ombra delle stesse tende scacciamosche, offerte con gli stessi ribassi di prezzo menzogneri. Non solo a vendere e a comprare si viene a Eufemia, ma anche perché la notte accanto ai fuochi tutt'intorno al mercato, seduti sui sacchi o sui barili o sdraiati su mucchi tappeti, a ogni parola che uno dice - come "lupo", "sorella", "tesoro nascosto", "battaglia", "scabbia", "amanti" - gli altri raccontano ognuno la sua storia di lupi, di sorelle, di tesori, di scabbia, di amanti, di battaglie. E tu sai che nel lungo viaggio che ti attende, quando per restare sveglio al dondolio del cammello e della giunca ci si mette a ripensare tutti i propri ricordi a uno a uno, il tuo lupo sarà diventato un altro lupo, tua sorella una sorella diversa, la tua battaglia altre battaglie, al ritorno da Eufemia, la città in cui ci si scambia la memoria a ogni solstizio e a ogni equinozio.