Ho deciso di iniziare l'anno nuovo solo con propositi positivi e visto che ultimamente fatico molto a scrivere ho deciso di affidarmi alle musiche o ai video.
Adesso è il turno di un video il cui protagonista è Matt che decise di girare il mondo e portare la sua danza apparentemente molto stupida in giro per il mondo. Come noterete la coreografia varia molto, ma il risultato è sempre lo stesso: ogni persona è molto coinvolta e sorridente.
Il motivo per cui questo video mi piace molto è che lo trovo molto cinvolgente, divertente e rappresenta al meglio lo spirito di gruppo che vado cercando. Quello che mi stupisce ogni volta che lo vedo è come una persona da sola con un gesto molto istintivo quale fare alcuni semplici passi sia riuscito a coinvolgere addirittura folle.
E visto che una cosa che ho imparato in band è sognare non vedo perché non immaginare che un giorno le persone coinvolte in sfrenate danze non siano proprio i famosi orsi della band?
Cliccate Qui per ballare con Matt e valutate voi se vi mette di buon umore.
Con me funziona sempre perché sono convinto che ci voglia sempre un pizzico di follia per rimanere sani come recita il testo di una canzone.
Gigio
18 gennaio 2015
14 gennaio 2015
Lo stelliere
Ho deciso di riproporre questa canzone che una volta ho sentito cantare in reparto. Lo ricordo con molto piacere perché si era instaurato un bel clima e rileggendo il testo lo ritengo anche molto positivo.
Lo stellier
Abito nel cielo dall’altra parte della luna
Dove volano i sogni in cerca di fortuna
Accendere le stelle è questo il mio mestiere
Io di notte faccio… lo stelliere
Come immaginerete le stelle sono tante
E faccio una grande fatica per accenderle tutte quante
Su e giù per l’universo ininterrottamente
Perché le stelle son sogni e non posso lasciarle spente
Oh no…oh no…
E allora accendi le stelle tu sai come si fa
Per ogni stella che brilla un sogno nascerà
Accendi le stelle, accendine più che puoi
Sulle stelle ci sono tutti i sogni che facciamo noi.
Proprio come una stella ogni sogno sembra lontano
Ma è molto più vicino di quanto immaginiamo
E non devi fare altro che crederci veramente
Io penserò alle stelle…non le lascerò mai spente!
Oh no…oh no…
E allora accendi le stelle tu sai come si fa
Per ogni stella che brilla un sogno nascerà
Accendi le stelle accendine più che puoi
Sulle stelle ci sono tutti i sogni che facciamo noi.
Adesso se mi chiedono da grande che vuoi fare
So cosa rispondere, so cosa sognare
Accendere le stelle, sarà questo il mio mestiere
Voglio fare anch’io….lo stelliere
E allora
Accendi le stelle tu sai come si fa
Per ogni stella che brilla un sogno nascerà
Accendi le stelle accendine più che puoi
Sulle stelle ci sono tutti i sogni che facciamo noi.
Accendi le stelle,
Accendine più che puoi
Accendi le stelle!
Ecco dove sentire la canzone con tanto di testo:
http://youtu.be/qR9k3Xt4z0Q
Testo: Edoardo Bennato - Gino Magurno - Ornella Della Libera
Musica: Edoardo Bennato - Gino Magurno
Buon ascolto,
Gigio
Lo stellier
Abito nel cielo dall’altra parte della luna
Dove volano i sogni in cerca di fortuna
Accendere le stelle è questo il mio mestiere
Io di notte faccio… lo stelliere
Come immaginerete le stelle sono tante
E faccio una grande fatica per accenderle tutte quante
Su e giù per l’universo ininterrottamente
Perché le stelle son sogni e non posso lasciarle spente
Oh no…oh no…
E allora accendi le stelle tu sai come si fa
Per ogni stella che brilla un sogno nascerà
Accendi le stelle, accendine più che puoi
Sulle stelle ci sono tutti i sogni che facciamo noi.
Proprio come una stella ogni sogno sembra lontano
Ma è molto più vicino di quanto immaginiamo
E non devi fare altro che crederci veramente
Io penserò alle stelle…non le lascerò mai spente!
Oh no…oh no…
E allora accendi le stelle tu sai come si fa
Per ogni stella che brilla un sogno nascerà
Accendi le stelle accendine più che puoi
Sulle stelle ci sono tutti i sogni che facciamo noi.
Adesso se mi chiedono da grande che vuoi fare
So cosa rispondere, so cosa sognare
Accendere le stelle, sarà questo il mio mestiere
Voglio fare anch’io….lo stelliere
E allora
Accendi le stelle tu sai come si fa
Per ogni stella che brilla un sogno nascerà
Accendi le stelle accendine più che puoi
Sulle stelle ci sono tutti i sogni che facciamo noi.
Accendi le stelle,
Accendine più che puoi
Accendi le stelle!
Ecco dove sentire la canzone con tanto di testo:
http://youtu.be/qR9k3Xt4z0Q
Testo: Edoardo Bennato - Gino Magurno - Ornella Della Libera
Musica: Edoardo Bennato - Gino Magurno
Buon ascolto,
Gigio
11 gennaio 2015
La vera forza
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| Una sveglia un po' particolare |
Ciò che vorrei rendere noto a tutti è la forza d'animo che ho incontrato nelle stanzette del Gaslini dove solo la fantasia può aiutare ad uscire da situazioni difficili o semplicemente ad imparare a convivere per sempre con alcune problematiche... Purtroppo...
Non voglio fare nomi, perché dovrei nominare tutti i bambini, genitori, nonni e parenti che ho incontrato in questi anni di volontariato ma mi limito solamente a ricordare alcune situazioni successe di recente che mi stanno consolando nella mia vita reale.
Sono due splendide bambine che hanno dovuto sin da piccole imparare a convivere con le loro problematiche: una dovrà imparare a trovare la luce utilizzando la fantasia e l'altra probabilmente dovrà immaginarsi caramelle a forma di pastiglie...
Il mio pensiero non può fare altro che volare verso di loro con un pizzico di tristezza, ma tantissima invidia non certamente per la situazione ma per la forza d'animo che hanno e dovranno avere nel corso della loro esistenza. A loro auguro che tutte le persone che incontreranno nell'arco della loro vita rimangano stupite ed affascinate da loro proprio come è successo a me.
Il mio augurio è in primis rivolto alle bambine e alle loro famiglie e poi a tutti di incontrare sempre delle persone così speciali perché sono sicuramente esempi da seguire.
Gigio
22 ottobre 2014
Anche i silenzi sono parte di un orso
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| La nostra band |
Dopo tanto tempo di assenza sul blog e un po' di difficoltà personali a seguire alcune attività bandistiche provo a ricominciare proprio da dove penso siano arrivate le mie prime energie: questo blog.
Lo scopo principe di questo "spazio virtuale" è di ricordare a me in primis e poi a tutti i volontari che lo leggeranno quegli avvenimenti che hanno segnato dei "punti di svolta" per il proprio percorso e crescita personale all'interno della band. Ecco perché ho deciso di ricominciare proprio da qui.
Credo di aver capito le motivazioni del mio "assenteismo": cambiamenti nell'ambito personale e lavorativo, difficoltà del gruppo in cui mi sono sempre sentito parte integrante. Con gli anni avevo capito che ci sono dei momenti in cui gli orsi si distaccano un attimo per cercare di "trovare un equilibro" e sinceramente pensavo che a me non sarebbe successo... Ed eccomi qui invece a scrivere proprio di questo.
Penso che allontanamento non sia il termine corretto, preferisco il termine silenzi perché mi accorgo che la band è entrata dentro di me. Me ne rendo conto ogni volta che scambio due parole con persone con cui ho un rapporto superficiale: il mio approccio è molto ironico e scherzoso tipico atteggiamento che avevo all'interno del Gaslini. E' cambiato anche la scelta dei colori: mi piace l'idea di vestirmi "colorato", certo non come Arlecchino, ma semplicemente non mi dispiace provare colori "alternativi" (quest'estate ho scelto il verde ad esempio per cui niente di trascendentale).
Un'altra caratteristica che la band ha coltivato in me è la passione per le letture da bambini; non i romanzi ma intendo proprio i libri raffigurati che tendenzialmente si leggono all'asilo. Mi ha preso tanto questa attività che capita di perdermi in libreria... E indovinate dove? Reparto bambini!!! Preciso che non sono un papà e nemmeno zio...
Mi perdo talmente tanto che alla fine leggo favole divertenti e mi trovo a chiedere informazioni alle commesse su quali titoli mi consigliano e rimanere seduto al tavolino con i bambini per ore. E' successo proprio un sabato pomeriggio quando altre orse mi hanno invitato a pranzo per poi andare insieme alla Feltrinelli: ecco che in ben che non si dica siamo passati dalle 2 alle 5 del pomeriggio senza colpo ferire... mi sono divertito molto a leggere favole che sdrammatizzano il mondo incantato delle principesse, che provano a descrivere da dove vengono gli oggetti più comuni che utilizziamo, a leggere favolette per bambini molto piccoli (0-3 anni)... Ed alla fine sono uscito comprandomi un set di carte magiche da imparare ad usare in reparto per dimostrare quanta magia ci sia nella band!
Gigio
23 luglio 2014
Vi presento gli orsi :)
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| Quando la band vola... |
E' domenica ed è appena passato il sabato sera... Si un sabato proprio come quello descritto nel famoso film "La febbre del sabato sera" e ho i ritmi un po' sballati. Ogni tanto sbadiglio, ogni tanto mi sdraio sul letto e mi faccio la penichella e ogni tanto penso a quello che mi aspetta nella prossima settimana.
E' dopo serate come quelle appena passate che tiro un po' le somme su quello che mi piace fare. Non è per il rimpianto di aver perso del tempo o perché voglio a tutti i costi cambiare rotta o meno, ma per capire semmai dove sono adesso. Forse può sembrare una crisi di identità, ma per come la vedo io non lo è proprio. L'unica riflessione sensata che mi viene in mente è che ad un certo si è sbloccato qualcosa e nuove strade si sono aperte davanti a me.
E' strano pensare che mi ritrovi a parlare su di una spiaggia con amici nuovi fino alle 3 del mattino senza sentire la stanchezza nonostante avessi lavorato tutto il giorno. E' strano vedere come le persone a cui mi lego di più sono persone che ho conosciuto attraverso il volontariato alla band degli orsi. Queste persone hanno molti punti in comune con me nonostante veniamo da percorsi diversi.
E' molto bello vedere che queste persone sono così "particolari" che riescono a mettere a proprio agio anche persone che hanno conosciuto da pochissimo e che di natura non parlano molto.
La band ha in sè questo "potere" di formare intorno un bel gruppo di persone e tirare da loro il meglio che hanno a disposizione. Sono proprio contento di aver deciso di entrare in band e di aver affrontato l'insensato timore di non saper reagire al dolore che si può provare in ospedale, perché adesso non avrei mai avuto l'occasione di conoscere tutte le belle persone che nei momenti di difficoltà sono sempre intorno a me.
Gigio
25 giugno 2014
Patch Adams
Incredibile a dirsi, ma domenica è stata la prima volta che ho visto il film Patch Adams con Robbin Williams nonostante spesso la figura di noi orsi viene affiancata alla sua. Un'idea ovviamente me l'ero già fatta ma solo sommaria; avevo capito che entrambi avevamo lo stesso obiettivo: portare il sorriso dove quello manca a causa delle circostanze, mettersi in ridicolo per trasformare una stanza in una foresta piena di animali feroci da colpire con una pistola giocattolo e creare un livello in più tra le famiglie e i dottori.
Queste sono quelle somiglianze che vengono subito in mente quando si cerca di immaginarci all'opera e come dicevo non è tanto distante dalla realtà, ma ci sono alcune differenze non da poco. Noi orsi (o almeno gran parte di noi) non abbiamo nessuna qualifica in medicina, non siamo personale del Gaslini ma siamo autorizzati per muoverci al suo interno.
Siamo coscienti che il nostro compito non è quello di raccogliere informazioni sulla malattia ma semplicemente entrare per una ventina di minuti in uno scorcio di vita di persone sconosciute prima e dopo la nostra visita. Non siamo lì per stringere legami, ma semplicemente a portare la nostra leggerezza, "superficialità" nell'approccio per iniziare un viaggio puramente fantasioso in cui la mente si estranea dal luogo in cui il corpo è rinchiuso.
Chi ha visto il film avrà ben chiara la motivazione di questo nostro comportamento: non avendo alcuna competenza (o almeno non è richiesto averne) il rischio di rimanerne segnati è forte.
Di sicuro quello che ci avvicina all'ideologia di Patch Adams è il concetto del migliorare la qualità della vita dei pazienti e delle loro famiglie. Sono nati così la Tana degli Orsi, il Rifugio degli Orsi 1 e 2. Sono locali comprati e ristrutturati grazie all'aiuto economico dei nostri sostenitori.
Gigio
Queste sono quelle somiglianze che vengono subito in mente quando si cerca di immaginarci all'opera e come dicevo non è tanto distante dalla realtà, ma ci sono alcune differenze non da poco. Noi orsi (o almeno gran parte di noi) non abbiamo nessuna qualifica in medicina, non siamo personale del Gaslini ma siamo autorizzati per muoverci al suo interno.
Siamo coscienti che il nostro compito non è quello di raccogliere informazioni sulla malattia ma semplicemente entrare per una ventina di minuti in uno scorcio di vita di persone sconosciute prima e dopo la nostra visita. Non siamo lì per stringere legami, ma semplicemente a portare la nostra leggerezza, "superficialità" nell'approccio per iniziare un viaggio puramente fantasioso in cui la mente si estranea dal luogo in cui il corpo è rinchiuso.
Chi ha visto il film avrà ben chiara la motivazione di questo nostro comportamento: non avendo alcuna competenza (o almeno non è richiesto averne) il rischio di rimanerne segnati è forte.
Di sicuro quello che ci avvicina all'ideologia di Patch Adams è il concetto del migliorare la qualità della vita dei pazienti e delle loro famiglie. Sono nati così la Tana degli Orsi, il Rifugio degli Orsi 1 e 2. Sono locali comprati e ristrutturati grazie all'aiuto economico dei nostri sostenitori.
Gigio
22 giugno 2014
La mia seconda pelle
Questa volta non mi sono preoccupato del mio lavoro: il mio compito era stato assolto e per nessun motivo mi sarei fermato un minuto di più. Non volevo scappare da nessuno ma volevo solo del tempo tutto per me, un tempo che ho trascurato troppo e che mi sta portando ad una forte stanchezza: devo correre al Gaslini a trovare i miei compagni di avventura, gli orsi che sono stati il punto di inizio di un percorso e quelli che vedono in me o nei miei compagni una persona da cui prendere ispirazione.Alla mattina faccio fatica ad alzarmi, durante il giorno sono rinchiuso in ufficio a cercare di completare lavori complicati in poco tempo, a dover gestire gli imprevisti dell'ultimo minuto... Insomma sono stanco e le ore di sonno non sono mai sufficienti...
Per ritrovare il me stesso che mi aveva caratterizzato negli anni passati è necessario che torni dove è iniziato il mio cambiamento, dove ho iniziato a spiccare il volo... Forse è il luogo che meno ci si aspetta ma tutto è avvenuto all'interno delle mura del Gaslini. E' lì che la timidezza si è sciolta, è lì che ho abbandonato lo zaino col portatile, è lì che l'estrema precisione ha dato il giusto spazio alla fantasia e ai colori.
Un sorriso alla volta, poi una parola alla volta, poi un libro alla volta, poi una marionetta alla volta... I pensieri volavano via leggeri, le preoccupazioni si ridimensionavano ed i ringraziamenti aumentavano. All'inizio sono entrato per convincermi che anche io nel mio piccolo potessi fare qualcosa di utile agli altri, quasi per compiacermi, per dare un senso a giornate grigie e noiose, ma piano piano mi sono accorto che non era per quello che sono entrato in band, ma semplicemente perché il mio viaggio alla ricerca di un luogo dove potessi essere sempre a mio agio aveva trovato una meta, aveva preso forma e si era colorato in modo buffo e bizzarro...
Si proprio quella maglietta buffa e colorata con una scritta sulla schiena (www.gaslinibandband.it) e sopra un girasole... Si parlo proprio di quella maglietta che adesso è un po' sbiadita, scolorita, ma che nonostante tutto continua a mantenere il suo aspetto, che mi viene in soccorso in giornate in cui la stanchezza mi rattrista e che mi ricorda come anche una insicurezza possa portare a qualcosa di più grande.
E' con lei che ho deciso di proseguire la mia strada.
Gigio
18 giugno 2014
I mie anni in band
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| Un po' di sogni tra i nostri libri... |
In realtà sto raccogliendo le idee e le energie per comprendere cosa sta accadendo nell'ambiente in cui mi sono sempre sentito protetto ed all'interno del quale tutte le energie magicamente ritornavano grazie al forte entusiasmo che questo ambiente mi trasmetteva... Al momento non ho energie a sufficienza per restituirne anche solo una parte.
Quando sono in difficoltà spesso leggo i vecchi articoli scritti proprio su questo blog dove con tanto entusiasmo provavo a descrivere ciò che di buono la band ha fatto. In ogni articolo è racchiusa un'emozione, un avvenimento o semplicemente un incontro che ci ha lasciato il segno.
Ricordo ancora come è avvenuto il mio ingresso: il questionario compilato e ricompilato senza spedirlo prima dell'ultimo giorno... Ora mi viene da ridere a ripensare come mai attesi così tanto... Mi viene da ridere quando penso che, per seguire il corso, scappavo da Quarto a Sestri, cena velocissima e poi velocemente al Gaslini... Incredibile...
Ricordo ancora il mio primo ingresso in reparto: praticamente muto a cercare di capire cosa e dove la fantasia delle volontarie ci stesse portando... Ed ora invece sono io che porto in viaggio la mia fantasia nei più strani posti, in strani castelli tutti rosa che tanto fanno ribrezzo ai bambini... Tutto questo insieme agli immancabili orsi del lunedì, gli unici che mi hanno fatto vedere come il lunedì possa essere veramene un inizio di una bella settimana e non la fine del weekend.
Incredibile vedere che le persone con cui ho legato durante il corso sono ancora lì insieme a me con un preciso ruolo in band: ognuno di noi si è messo in gioco e sta rispondendo alle aspettative che gli allora formatori avevano risposto in noi... O almeno io spero sia così.
Poi sono arrivati in ordine i grandi sogni, i grandi progetti e le grandi soddisfazioni: mi riferisco alla tana, al rifugio 1 e 2. Sono la prova tangente che con grande dedizione ed entusiasmo tutto è possibile. Poi arriva la partecipazione al musical: impensabile come una trentina di persone si siano impegnate a fondo per imparare coreografie, copioni fino a debuttare con un'enorme platea curiosa di vedere questa "strana compagnia teatrale".
Ma c'è una cosa che mi è rimasta molto impressa: è la festa della band. L'8 giugno di 2 anni fa: una marea di volontari invase letteralmente il Gaslini andando in contemporanea in tutti i reparti del Gaslini per poi riunirsi in tana a mangiare qualcosa. Il vero colpo di genio fu la conclusione della serata: tutti i volontari lasciarono volare i propri sogni legati ad un palloncino e proprio uno di questi raggiunse un'altra associazione che ci rispose di continuare in quella direzione.
Ovviamente tutti questi sono ricordi felici e conto di aggiungerne ancora di nuovi sempre più emozionanti.
Gigio
15 giugno 2014
I doni della band
E' il momento di descrivere cosa effettivamente la band mi ha donato per ritornare sulla retta via. In band ho trovato tante persone speciali che mettono a disposizione degli altri il proprio tempo libero, che mettono se stessi in gioco pur di portare un po' di relax ai ricoverati in ospedale e alle loro famiglie, che corrono ai diversi eventi esterni in giro per la Liguria per trasformare in rraltà dei grandi sogni.
Tra questi orsi ho trovato persone che mi hanno insegnato a divertirmi con poco, ad immaginare che tutto sia possibile, che mi hanno mostrato come il volere spesso coincida con il potere, che mi hanno insegnato che si può rimanere umili anche se continuamente si ricevono complimenti ed apprezzamenti.
Sono queste le persone che hanno trasformato una mia semplice curiosità in un qualcosa di concreto, in una realtà da cui trovo difficile escludermi, una sorta di copertina di linus che mi rende sempre felice e sorridente. Mentre scrivo ripenso ai vari grandi orsi che mi hanno saputo accompagnare passo dopo passo, ripenso ai miei compagni di corso con cui si è instaurato un legame invisibile ma estremamente forte e ripenso ai piccoli che troveranno anche loro il grande orso a cui affidarsi completamente e da cui impareranno a muoversi all'interno di un gruppo così variegato.
E' questo il punto da cui devo ripartire, è questo il nocciolo duro che ha fatto di me l'orso Gigio, quell'orso che nonostante i suoi alti e bassi si guarda indietro soddisfatto per quello che è stato il suo percorso.
Tutto questo lo devo agli orsi: sono persone che considero non solo delle splendide persone, ma soprattutto AMICI.
E' questo quello che la band mi ha donato! Potevo chiedere di più?
Gigio
11 giugno 2014
Immagini che lasciano il segno
Come spesso accade nella nostra attività nei reparti troviamo intere famiglie "schierate a difesa" del proprio piccolo per non perdersi nemmeno un istante di questo percorso a volte complicato.
A volte si incontra solo uno dei due genitori, a volte entrambi e altre volte ancora nonni e parenti di ogni grado e genere.
In questo periodo in cui ho un po' di difficoltà a scrivere ricorro alle canzoni per far parlare la band che nonostante la mia assenza sul blog continua a muoversi, continua a portare i suoi orsi nei suoi ambienti naturali.
Questa canzone è dedicata a tutti i genitori che hanno visto, come dice il titolo della canzone, "Immagini che lasciano il segno".
Ascolta "Immagini che lasciano il segno" - Tiromancino
A volte si incontra solo uno dei due genitori, a volte entrambi e altre volte ancora nonni e parenti di ogni grado e genere.
In questo periodo in cui ho un po' di difficoltà a scrivere ricorro alle canzoni per far parlare la band che nonostante la mia assenza sul blog continua a muoversi, continua a portare i suoi orsi nei suoi ambienti naturali.
Questa canzone è dedicata a tutti i genitori che hanno visto, come dice il titolo della canzone, "Immagini che lasciano il segno".
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